Il mercato degli immobili: dall’Osservatorio immobiliare ripresa nel 2017

Secondo l’Osservatorio immobiliare della società di studi economici Nomisma il settore immobiliare vedrà una ripresa nei prossimi anni, anche se il 2015 chiuderà ancora in negativo. I mutui stanno aumentando, ma è ancora molto forte la presenza di surrogazioni.

 

La fine della crisi?

Dopo sette anni forse si intravede la fine del tunnel in cui è caduto il settore immobiliare. I prezzi riprenderanno ad aumentare nel 2017, quando si prevede che le compravendite arriveranno a 500mila e oltre, ma il 2016 vedrà una situazione di sostanziale stasi. Questo è quanto risulta dall’Osservatorio immobiliare di Nomisma che, parlando con i numeri, ha visto un calo del 2,8% dei prezzi delle abitazioni nel 2015 e circa 440mila. L’aumento previsto per il 2016 è dello 0,1% e le compravendite dovrebbero crescere di altri 40mila rispetto a quest’anno.

 

Erogazione dei mutui

Sempre stando alla ricerca dell’Osservatorio immobiliare, le banche avrebbero concesso molti mutui, anche se meno in confronto a quanto hanno dichiarato le istituzioni durante l’anno. Le sostituzioni sono cresciute dal 7,5% del 2014 al 26% del totale. D’altro canto, il numero di pagamenti fatti senza ricorrere al credito è sceso sotto il 45%, a causa del generale aumento (6%) del mercato degli immobili a uso residenziale.

 

Dati

In particolare sono stati concessi in mutuo 17,3 miliardi di euro alle famiglie durante il primo semestre del 2015, segnando un aumento percentuale di 53 punti rispetto allo stesso periodo del 2014 e di 34 rispetto agli ultimi sei mesi del 2013. Nella seconda metà dell’anno la differenza è stimata in 21 miliardi di euro. Si restringe, ma non si colma completamente, il buco che si era creato nel biennio 2012-2013.

 

Immobili d’impresa

I segnali di ripresa ci sono, ma per quanto riguarda gli immobili d’impresa sono incerti, al contrario di quanto accade per gli immobili a uso residenziale. Secondo l’Osservatorio immobiliare, la ragione risiederebbe nel fatto che il comparto dell’impresa sarebbe sostenuto principalmente da stranieri. L’assenza di domanda da parte degli italiani potrebbe portare a conseguenza più negative se ci fossero choc provocati da un’offerta troppo consistente a valori distressed.

 

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