Rendite catastali e tasse sulla casa

Contesto

Quando il Presidente del Consiglio si è confrontato con l’Unione Europea sul tema della tassazione degli immobili, è emerso il dubbio che in Italia le percentuali siano troppo alte.

In realtà, sembra che si stia dentro alla media europea. Considerando quanto riportato dal vice direttore della Banca d’Italia, le imposte che gravano periodicamente sui proprietari immobiliari sono circa l’1,5% del Pil.

Le prime case sono tassate in tutti i principali Paesi, dalla Francia alla Germania dall’Inghilterra alla Spagna.

 

Mantenimento

Sempre secondo il vice direttore della Banca d’Italia, è importante che queste imposte ci siano perché la loro presenza impedisce l’insorgere di iniquità. In più, sarebbero utili al finanziamento di enti locali. Le tasse sugli immobili sono nella maggior parte dei casi gestite dai singoli governi dei Paesi, quindi il Parlamento ha il compito di valutare, quando si presentano, richieste di cambiamento (a proposito della proposta di annullare l’imposizione fiscale sulla prima casa).

Se si guarda alla letteratura economica, si vede come la tassazione sulla prima casa sia utile e funzionale al finanziamento degli enti locali. Per non parlare dell’aspetto della distribuzione: una delle conseguenza dell’annullamento del prelievo immobiliare sarebbe il risparmio d’imposta direttamente proporzionale alle rendite catastali delle case stesse.

 

Eliminazione delle ingiustizie

Se si creasse un disallineamento tra la base imponibile e i valori di mercato, sorgerebbero casi di iniquità sotto diversi punti di vista, cui si potrebbe rimediare ricorrendo all’aggiornamento del catasto. Le istituzioni europee si sono mostrate più volte intenzionate a procedere in questa direzione, anche tramite le raccomandazioni all’Italia che sono state fatte a luglio durante il semestre europeo.

 

Prova

È stata fatta una simulazione dell’Indagine della Banca d’Italia sulle famiglie, secondo cui la rivalutazione delle rendite catastali porterebbe alla comparsa di risorse che, a parità di gettito, potrebbero essere usate per riproporre un sistema di detrazioni simile a quello adottato tre anni fa. Sempre secondo la Banca, questo avrebbe come conseguenza un livello di progressività più alto sia di quello dell’Imu del 2012, che di quello della Tasi l’anno scorso.

 

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